Udinese – Lecce. Nuovo Miracolo nel Nord-Est

Udinese – Lecce. Nuovo Miracolo nel Nord-Est

18 Ottobre 2026 0 Di toniorollo

Il Lecce doveva affrontare una squadra come l’Udinese ha tanta sete di punti e per questo la tensione era tanta, particolarmente dopo la debacle subita con il Bologna in casa.

Come in quell’occasione anche ad Udine il Lecce è sembrato vivo e vegeto, almeno per il primo tempo quando è riuscito ad imporre un gioco ben strutturato, allineato e coperto.

In campo sono tornati Geubbels in attacco e Gaspar in difesa, anche se poi (Spoiler!) sarà quest’ultimo a dare più soddisfazioni.

Difesa salentina nel corso della partita è restata sempre ben sistemata tanto da rendere innocua l’Udinese nelle sporadiche ripartite. Il Lecce è sembrata più quadrata e più organizzata all’interno del campo. I primi due goal sono nati da un’arma che nello scorso anno è rimasta quasi sempre nella fondina, quella che colpisce con i calci da fermo o dai conseguenti  flipper in aria. E per segnare ci è voluta la testa di sua altezza Gaspar in un caso e il fegato di Ndri in un altro.

È stato proprio la squadra di Di Francesco in più di un’occasione è stata molto efficace nel riprendere il pallone e ripartire alla volta della meta, a differenza degli uomini di Runjaić che non hanno saputo trovare dei varchi che permettessero di andare nelle vicinanze dell’area di Falcone, rimasto spesso a contare il numero di colori utilizzati per i seggiolini sugli spalti.

Purtroppo continuano gli infortuni fai-da-te, anche Coulibaly, dopo Ilić e dopo Berisha, che si accaniscono contro il centrocampo giallorosso.

Le occasioni sono state tante per il Lecce almeno nel corso di tutta la partita, tanto da risultare una grande novità rispetto al passato. In molte di queste il protagonista è stato proprio Geubbels, che ha assunto il ruolo compensatorio per i milioni di fanta-calciatori che hanno gridato: Quello lo avrei fatto pure io! In più di un’occasione ha richiamato alla memoria il tormentone di John Fashianu, di Teocoliana memoria. Il non chiudere definitivamente la partita ha fatto pensare ad un effetto “Roma-Real” con tutti gli scongiuri del caso. Al suo posto è tornato in campo el niño Paco Esteban e da quel momento tutti hanno sperato che la tempesta delle reti mancate fosse finita e invece ha fallito anche lui un goal e la sua prima rete in Serie A dopo aver rubato palla e aver accompagnato il pallone per metà del campo di gioco.

Nella seconda frazione di gioco nel complesso il confronto è andato avanti un po’ giù di tono, con le due squadre che hanno cincischiato nelle due tre quarti per gran parte del tempo, senza essere particolarmente pericolose. Il Lecce con i suoi attaccanti ha cercato di arrivare al tre a zero, anche se il goal è arrivato grazie al subentrato Siebert, a dimostrazione che i veri attaccanti del Lecce sono i suoi difensori. Sono loro a rendere possibile un nuovo miracolo nel Nord-Est dopo Venezia.