Porto Empedocle. Sciauro bono e fitinzia urbana
11 Settembre 2025Estate 2025 – 23.06.2025
Direi una “fanfanteria” se dicessi che sono andato in Sicilia, nella Sicilia vera, e non avessi dato “una taliata” alla Sicilia “criata” dal Maestro Andrea Camillieri. E allora ecco che mi sono “cataminato personalmente di persona con la mia signora” fino a Modica, Scicli, Ragusa, Scala dei Turchi e, naturalmente, Porto Empedocle.
Alloggiati in due cammere e cucina nel borgo di Realmonte, una sera ci siamo “cacciati” nel paese natale del Maestro. Porto di mare e cittadina industriale con tanto di ciminiere dell’Enel “Vigata” e tanti palazzi alla sanfasò. Nella chiazza tanta gente che cantava al karaoke mentre il resto della compagnia “svacantava” piatti di genere. Lo sciauro nelle nasche era assai bono. Narrè alla piazza il viale principale con il monumento a Luigino Pirandello, quello a cui Camilleri quando era picciriddro aprì la porta in visita alla cugina, ossia la sua nonna.
Lungo il viale ci sono i tavoli dei qualche bar e in mezzo a loro c’è lui che si tiene ad un lampione. “Montalbano sono! Che nirbuso stare qui ammammalluccuto e taliare questi che mangiano a tinchitè, che lordano tutto e nisciuno che si mette a puliziare. E poi ti devo anche spiare dei cani che mi scangiano per arbulo e mi fanno biastemare“. Natualemente a parlare è quel commissario Montalbano con le fattezze alla Pietro Germi, così come lo aveva immaginato il Maestro. Maestro che un po’ più avanti guarda la sua creatura affacciandosi da una persiana, subito dopo una tabaccheria, ovviamente. Accanto una scala con tutti i titoli dei romanzi del Maestro Camilleri.
Accanto alla chiesa, sotto i palazzoni, altri picciriddri nicareddri si inseguono e fanno virivirì sotto gli occhi di qualche mamma pacinziusa che gli da adenzia masannò si fanno male.
Poi il ralogio nostro ci ha fatto capire che era ora andare arroposo e ce ne siamo usciti fora da questa fetenzia urbana e speramo in un sonno piombigno.

