Le catacombe di San Gennaro e il Rione Sanità
8 Novembre 2025Settembre, quasi ottobre del 2024. Abbiamo passato qualche giorno da turisti a Napoli, la storica capitale del Sud Italia. Abbiamo trovato un appartamento in pieno centro a pochi passi di piazza Dante. Un appartamento essenziale, che per arrivarci uno si domanda: Ma dove sto andando a finire? Palazzoni, strade strette, scooter che sfrecciano da una parte e dall’altra. In uno di questi palazzoni il garage… lo chiamavano così. All’addetto abbiamo lasciato macchina e chiavi: Tutto a posto, dottò!!
Qualche tempo prima in un convegno ad Assisi avevo conosciuto l’esperienza bella e concreta di don Antonio Loffredo, parroco del Rione Sanità. Un prete di strada “con l’odore delle pecore”. Mi era rimasta impressa la sua creatività perchè aveva creato una serie di cooperative di giovani e aveva rivoluzionato il suo quartiere. Avevo avuto modo anche di incontrarlo a Lecce e di intervistarlo.
Mi aveva particolarmente interessato l’esperienza della cooperativa La Paranza, fatta di giovani che avevano ridonato alla città e al pubblico – tra i tanti monumenti – anche le Catacombe di san Gennaro. E allora quale migliore occasione quella di immergersi nelle strade del Rione Sanità?
Scelta giusta e intensa. Le guide della Cooperativa ci hanno accompagnato in modo competente nelle Catacombe e lungo il Miglio Sacro (la Basilica di San Gennaro Extra Moenia con i suoi murales della “Street Crucis“, la Basilica di Santa Maria della Sanità, con il suo Presepe Favoloso, che abbina le figure classiche della natività con le tradizioni e personaggi napoletani come Totò, Eduardo, Maradona (inmancabile), la Partenope, la cappella di San Severo con il Bambino Velato di Jago, l’esterno del Palazzo San Felice, set di tanti film e del Palazzo dello Spagnuolo con quello che doveva essere il museo dedicato a Totò.
Poi visto che eravamo nei paraggi non potevamo non vedere il Jago Museum in una chiesa sconsacrata messa a disposizione sempre da don Antonio.
La fotogallery

