Noto e le facce del barocco
20 Settembre 2025Estate 2025 – 21-23/06/2025
Siamo arrivati a Noto di sera, dopo una giornata dalle parti di Taormina e le Gole dell’Alcantara. Tempo bello, casa a pochi passi dal centro (2/5*), molto diversa da quella lasciata sotto l’Etna. Subito abbiamo fatto una passeggiata sul Corso Vittorio Emanuele e subito ho avuto l’impressione di trovarmi in una piccola Lecce: vecchi palazzi nobiliari, tante chiese con annesso monastero, al centro la Chiesa di san Domenico e il Municipio, più avanti il Teatro e tanto barocco. Tutto espressione di antico splendore. Chissà cosa deve essere stata Noto dopo il Settecento, una volta ricostruita dopo il terremoto del 1693? Sembrava di essere a Lecce. Dopo una cena con Caponatina e Pasta alla Norma. Siamo andati a letto.
Ma la mattina successiva, anzi, le mattine successive obbligatoria la colazione al Bar Sicilia (proprio quello citato da Cristina Cassar Scalia ne “Il delitto di Benvenuto“) a base di cassatina e/o cannoli. Poi l’occasione per una passeggiata tra le viuzze della città per vedere le “facce” con cui gli scalpellini hanno arricchito i balconi dei palazzi. Particolarmente “originali” i telamoni (volti, donne, cavalli, ecc.) utilizzati per sorreggere i balconi di Palazzo Nicolaci, per la cui bellezza è stato utilizzato come location in alcune puntate della serie di Montalbano di Camilleri. Più su anche il possente ex monastero di san Tommaso, già carcere nella realtà e nella fiction.
Spettacolo degno di nota è dato ogni sera da artisti di strada che “improvvisano” un concerto per tutti coloro che si assiepano sulle gradinate della chiesa di san Domenico o che passano per il corso.

